domingo, 9 de diciembre de 2007

Ma, dov'è finito Babbo Natale?

Dai negozi di Second Life ai siti che vendono baci e carezze
Con pochi euro e poco tempo risolto il problema dei doni natalizi

Metti un tramonto sotto l'albero
Sul web il boom del regalo virtuale



di SARA FICOCELLI

ROMA - Vi piacerebbe ricevere per Natale un paio di scarpe firmate, un mobile antico, un divano di pelle? La risposta è ovviamente si. Ma che ne direste se i regali in questione fossero solo virtuali? E' questa infatti l'ultima novità in fatto di strenne natalizie: il regalo si acquista su internet e si regala a un destinatario, anche lui possibilmente ologrammatico. Ma per chi non possedesse un avatar, niente paura: la rete pullula di siti che permettono di comprare e regalare utilizzando la posta elettronica.

La moda vera e propria, in particolare, quest'anno impazza tra gli avatar, vale a dire coloro che abitano uno dei tanti mondi virtuali che affollano la Rete - da Second Life, il più famoso, ad Habbo, Maple Story, XBox , Utherverse, Active Worlds e Stardoll. Se si possiede un alter ego virtuale il gioco è semplice: basta cercare nel proprio universo parallelo il "virtual gift shop" più vicino, sborsare un po' di Linden Dollars - questa la moneta "coniata" per Second Life - e regalare il presente all'avatar. Che accoglierà il pensiero con entusiasmo, felice di indossare un cappotto - virtuale - di Dolce e Gabbana o di fare un giro - altrettanto virtuale - su una fiammante Ferrari.

Vestitini, accessori, trucchi e oggetti di arredamento per la "casa virtuale" costano in media due euro ed è anche possibile "cambiare pelle", ovvero donare all'avatar una carnagione decorata e originale: tutto per la modica cifra di una ventina di euro. Jeff Roberts, newyorkese "residente" in Second Life e direttore, sempre nel mondo degli avatar, della stazione radio Virtual World Network, ormai regala solo pensierini virtuali. "Un paio di click e il gioco è fatto - dice - senza bisogno di preoccuparsi della confezione o delle spese di spedizione. Posso fare regali a chiunque, anche agli amici che abitano dall'altra parte dell'Oceano".

Il fenomeno si sta espandendo a macchia d'olio e negli Usa si tratta quasi di una mania. Ken Kelly, imprenditrice di Boston, non si vergogna ad ammettere di aver risolto il problema dello shopping natalizio facendo ricorso a internet, spendendo in tutto una settantina di euro. Questo nuovo modo di fare acquisti sta sostituendo le cartoline di auguri elettroniche, fino a qualche anno fa unica forza di regalo virtuale presente sul mercato.

Nelle sole prime due settimane di Novembre, secondo i dati raccolti dalla compagnia creatrice di Second Life, sarebbero stati venduti circa tre milioni di oggetti digitali, ma non è possibile stabilire quali e quanti tra questi siano stati acquistati come regalo tra avatar.

Ma la moda non riguarda solo il mondo degli alter ego virtuali, anche se è fra questi che il fenomeno impazza. Accompagnati dall'emblematico slogan "E' il pensiero che conta", siti come virtualgifts4u.com , netflix.com o virtualpresents mettono in vendita foto di attori o cantanti, cene, quadri, vacanze, persino tramonti. Netflix permette all'utente di registrarsi e, pagando una quota di nove 9 euro al mese o 108 l'anno, inviare tutti i "regali" che si desidera. Greencine.com consente di acquistare e inviare film, scegliendoli in base al genere e alle caratteristiche del destinatario. Sul sito italiano regalate.com è stilata una classifica dei pensieri più gettonati e al primo posto troviamo un bacio; tra i più strani, un fuoco d'artificio, un orso, una donna. Anche lei rigorosamente intangibile.

L'antropologo Robbie Blinkoff spiega il successo di questa operazione commerciale in modo apparentemente semplice. "Le persone così facendo risparmiano tempo. Donare qualcosa agli altri è un gesto impegnativo e non sempre la gente ha tempo da dedicare a questo genere di cose. Si vive di fretta, regalare un tramonto è un'idea originale e per farlo basta mettersi per dieci minuti davanti al pc". Un tramonto alla fidanzata, un bacio alla mamma, un paio di scarpe all'avatar vanitoso della nostra amica del cuore. Che, se non altro, non correrà il rischio di calzare il numero sbagliato.

(8 dicembre 2007)

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